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DOVE: a San Vito Lo CapoQUANDO: dal 19 al 21 settembre 2008
Torna a San Vito Lo Capo l'appuntamento con Tempuricapuna (Tempo di caponi), l' evento dedicato al pesce azzurro e al capone (lampuga), alla seconda edizione che si svolge dal 19 al 21 settembre, il weeek end precedente il Cous Cous Fest.Il week end verrà dedicato alla conoscenza di caponi, sarde, sgombri, acciughe...
I visitatori possono assaggiare le ricette di pesce azzurro della tradizione locale nell' ambito di Tempu ri piscari, le uscite in mare con i pescatori per assistere, da vicino, alla pesca del capone.
Per altre informazioni : http://www.tempuricapuna.it/
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DOVE: a San Vito Lo CapoQUANDO: dal 23 al 28 settembre 2008
Un viaggio all'insegna della convivialità e del gusto.È questa l'essenza del Cous Cous Fest, la rassegna dedicata al "piatto della pace" che unisce intorno a sé le diversità e le suggestioni dei popoli del Mediterraneo, nella splendida cornice di San Vito Lo Capo.
Quest’anno, dal 23 al 28 settembre, andrà in scena l’undicesima edizione.
Delegazioni di chef provenienti da tutto il mondo si sfideranno nell'amichevole XI International Cous Cous Competition.
Ad una giuria di esperti, affiancata per la prima volta da una giuria popolare, l’arduo compito di designare il Miglior Cous Cous 2008.
Per informazioni: http://www.couscousfest.it/
DOVE: a Messina in SiciliaQUANDO: 15 agosto
Il 15 di agosto a Messina si svolge la Processione della Vara : una costruzione piramidale che rappresenta la morte della Vergine ."La vara messinese dell'Assunta è uno dei più importanti e antichi carri esistenti in Europa
La Vara è un'antica macchina votiva, raffigurante le fasi dell'Assunzione di Maria al cielo e viene portata in processione da centinaia di fedeli vestiti di bianco ed a piedi scalzi. Anticamente era alta circa quindici metri e pesante circa otto tonnellate. Su di essa prendevano posto bambini di età compresa tra i quattro e i quindici anni che venivano legati per mezzo di corde e per i quali giro della città costituiva un vero e proprio supplizio. Col tempo i bambini sono stati sostituiti da personaggi di cartapesta. Ai giorni nostri la vara inizia il suo percorso da Piazza Castronovo a piazza Duomo dove il vescovo benedice il carro e i fedeli.
La processione è resa ancora più affascinante dall' orologio del Duomo che a mezzogiorno e a mezzanotte scandisce le ore con movimenti meccanici : un gallo canta, un leone ruggisce, due donne battono le ore.
DOVE: A Messina in SiciliaQUANDO: il 14 agosto
Il 14 agosto a Messina sfilano i giganti. Due enormi statue di legno e cartapesta trainati da gruppi di portatori, rappresentano i simulacri di Mata e Grifone (conosciuti anche come Cam e Rea, un moro proveniente da lontano e una donna del luogo).La giovane rapita, cedette al matrimonio solo quando il moro cambiò religione e prese il nome di Grifone: insieme poi fondarono Messina.
La versione degli storici rimanda alla presenza a Messina di Riccardo Cuor di Leone di ritorno dalle Crociate.
Il sovrano fece costruire una fortezza per impedire che le coste della Sicilia fossero attaccate dai Greci. Il Castello venne chiamato Matagriffone.
Quale che ne sia l'origine la Processione dei Giganti è una delle attrattive della città di Messina che bissa il giorno seguente (15 agosto) con la processione della Vara dell' Assunta: una costruzione piramidale che rappresenta la morte della Vergine.
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DOVE: a MessinaQUANDO: il 3 giugno
Gusto della tradizione e gigantismo simbolico rituale. Sono questi i due elementi della festa Madonna dell' Assunta. La tradizione religiosa della città sembra avere una data certa di inizio : il 42 dopo Cristo.In quell' anno, infatti una delegazione di abitanti di Messina con a capo San Paolo si reca a Nazareth, per porgere omaggio a Maria, madre di Gesù. Il gesto fu ricambiato dalla Madonna che ai Messinesi scrisse una lettera benedicendo la città.
Da allora la Madonna della Lettera è diventata la patrona della città che ogni anno, il 3 giugno, le dedica grandi festeggiamenti.
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DOVE: A Bronte (Catania) in Sicilia - ItaliaQUANDO: fine di settembre
Dalla fine di settembre ai primi giorni di ottobre a Bronte si svolge la tradizionale sagra dedicata al pistacchio.In Sicilia il pistacchio fu introdotto dagli arabi con il nome di fustuq, da cui deriva il termine siciliano frastuca.
Oggi è coltivato nell'area del massiccio dell'Etna; i comuni più interessati sono quelli di Adrano e Bronte.
La Sicilia festeggia con questa sagra la sua "perla" gastronomica e regala ai turisti un occasione per assaporare il colorato e gustoso frutto verde che cresce alle pendici dell'Etna.
Si possono gustare diverse specialità gastronomiche con i sapori del pistacchio granite, gelati, dolci, ma anche primi e secondi piatti tra le specialità tipiche locali.
DOVE: A Siracusa in Sicilia - ItaliaQUANDO: il 13 dicembre
Nelle stampe d'epoca Santa Lucia appare con un piatto in mano sul quale sono appoggiati due occhi.Secondo la tradizione religiosa la patrona di siracusa è infatti la protettrice della vista.
La santa, nata nella città siciliana, e di origine nobile, rinunciò al matrimonio per farsi suora.
Ogni anno gli abitanti di Siracusa, il 13 dicembre trasportano un simulacro sul quale è posta la statua della Santa (capolavoro dell' oreficeria siciliana del XVI secolo)dalla chiesa madre alla Basilica di San Sepolcro. Qui la statua resta per un intera settimana.
Durante questo periodo è uso a Siracusa preparare pani votivi a forma di occhi, chiamati "uccioli" e mangiare la "cuccia" (un dolce preparato con pane cotto condito con la ricotta, con il miele o con il vino cotto).
In onore della Santa ogni anno viene eletta una Miss che nei giorni delle celebrazioni siracusane raggiunge la città.
Nella vicina località di Fontane Bianche, la miss si lancia nel mare freddo di dicembre.
La manifestazione è seguita con curiosità dagli abitanti che uniscono alla rigida tradizione religiosa un tocco di divertente paganesimo
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DOVE: A Geraci Siculo in Sicilia - ItaliaQUANDO : ad agosto
A Geraci Siculo a fine luglio si svolge la Giostra dei Ventimiglia un susseguirsi di sfilate e tornei equestri in costumi medievali, esibizione di falchi in simulazione di caccia, cucina medievale, musica e rappresentazioni medievali.Durante il XIII secolo la Giostra veniva indetta per festeggiare i piacevoli eventi che riguardavano la nobile famiglia dei Ventimiglia.
Bandiere medievali vengono esposte lungo le vie principali del paese e preparano l'atmosfera della festa.
Dal 2005 i ruderi del Castello di Geraci e la Contea dei Ventimiglia sono annoverati nel Libro dei Luoghi, che costituisce parte del Patrimonio Culturale Internazionale dell’Umanità tutelato dall’UNESCO.
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La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, che si trova nel quartiere di Bardonaro a Messina è la principale promotrice della manifestazione d' " 'U Pagghiaru ".
La sua origine risale all'XI secolo ed è stato introdotto dai Padri Basiliani che portarono dalla lontana Armenia l'uso di festeggiare il Battesimo del Signore con riti solenni celebrati sotto un albero a forma di capanna.
'U Pagghiaru nasce con l'aggiunta di rami di corbezzoli che vengono messi attorno al tronco e che vengono successivamente rivestiti con arance,limoni.mandarini.ciambelle di pane azzimo.
Nella parte sommitale dell'albero viene posta una croce che rappresenta il premio per i 14 partecipanti che si arrampicheranno per aggiudicarsela. Tale festa si celebra il 6 gennaio.

Nella seconda settimana di agosto, a Ganci (antico borgo in provincia di Palermo) si svolge la tradizionale "sagra della spiga".
Il significato di questa festa ha origine dal mito di Cerere, dea propiziatrice delle messi.
Ancora ai giorni nostri, in molti paesi della Sicilia si usa conservare il pane, anche se già raffermo, perchè custodisce un significato di sacralità.
I riti per propiziare i buoni raccolti vengono fatti dalla comunità di Ganci, in particolare delle giovane ragazze, nella settimana dedicata alla sagra.
La sagra della spiga si apre nelle vie del paese, con il banditore in abiti tradizionali (u vanniaturi) che annuncia con un rullo di tamburo il programma della manifestazione.
I giorni seguenti sono dedicati alla Settimana Internazionale del Folklore, in occasione della quale gruppi folk provenienti da vari paesi si esibiscono in piazza con canti e balli della loro tradizione popolare.
All'interno di questa settimana le manifestazioni continuano con u corteo du zitu: una sfilata di figure d'epoca a cavallo che rievoca l'antica usanza di chiedere in sposa la ragazza da parte delle famiglie borghesi di una volta.
Il momento più emozionante della festa è l'ultimo giorno della settimana, quando sfila il Corteo in onore della dea Cerere che è diviso in quattro sezioni.
Nella prima sezione sfilano gruppi folkloristici di varie nazionalità; nella seconda sezione il corteo degli zii, la sezione è dedicata al lavoro nei campi mentre
l'ultima sezione evoca per intero al culto di Cerere.
Si vedono sfilare figure mitologiche come l'Abbondanza impersonata da una ragazza vestita da ninfa, Diana (dea della caccia) e Bacco (dio del vino).
E' Cerere a chiudere il corteo in qualità di somma divinità.

Il caratteristico Corteo Nuziale e il tradizionale Ballo della Cordella sono lo spettacolo più singolare da ammirare a Petralia Sottana.
La festa si fonde su tradizioni antichissime della Sicilia e si svolge ogni anno ad Agosto.
Anticamente, tra i contadini, quasi tutti i matrimoni si celebravano dopo il raccolto, quando c'era più disponibilità per affrontare meglio i bisogni della famiglia.
Il Corteo Nuziale, nella sua caratteristica rappresentazione a cavallo, rievoca la partenza della sposa dalla casa paterna per andare nella sua nuova dimora.
La sposa veste un preziosissimo abito color grigio argento, con ricami e merletti del settecento ed è avvolta in un manto color bianco avorio.
Porta in mano "conocchia e Rosario"', simboli della della fede coniugale.
Lo sposo indossa un meraviglioso vestito di velluto con giubbotto azzurri, ed il caratteristico "berretto ricamato, con fiocco di seta".
Sull'aia dove è appena finito il raccolto dell'anno si svolge il Ballo della Cordella, le cui origini sono antichissime e in cui si applica la pantomima.
Il Ballo ha origine è nelle danze primitive e nei balli campestri eseguiti o per celebrare con riti propiziatori e di ringraziamento alle divinità
In realtà, attraverso le Cordelle che partono dal fascio di spighe mature in cima alla pertica, per finire nelle mani dei ballerini, si vuole rappresentare la forza e benessere del raccolto offerto dalla terra ma che costa fatica e lavoro.
Prima dell'inizio del Ballo, in tono di preghiera, tutti i ballerini e il più anziano del gruppo, il "Pater Familias" recitano una preghiera di ringraziamento a Gesù.
Il Ballo della Cordella ha le sue invocazioni in rima e nella sua espressione danzata una viva e significativa rappresentazione: dodici coppie disposte in cerchio, reggono con una mano le estremità di ventiquattro nastri (curdeddi) di diverso colore, pendenti dalla pertica, e le intrecciano, sino a costruire una rete, per poi discioglierle eseguendo il ballo in senso inverso.
La danza è omaggio augurale ai giovani sposi affinché la loro unione sia feconda di prole, benessere e gioia.
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